Lo zafferano, di cui vengono utilizzati solo gli stimmi rossi che dopo la cottura assumono un colore giallo intenso grazie alla crocetina, è un fiore che ha fatto il giro del mondo e che è approdato in Europa grazie agli scambi commerciali e in particolar modo grazie agli arabi. La sua storia è affascinante e affonda le radici (mai termine fu più appropiato per una pianta) fin dai tempi degli Egizi.

Impiegata per uso tintorio, farmacologico, cosmetico e, forse il più conosciuto, quello gastronomico, lo zafferano vanta mille utilizzi diversi.

E’ puro oro colato per la salute. Ricavato dai tre fili di colore rosso vivo che si stagliano dalla corolla del fiore, generalmente violacea, viene coltivato senza pesticidi né fertilizzanti. E’ una coltura artigianale dunque e, per questo, ha un costo relativamente ragguardevole in proporzione alle altre spezie. Quindi diffidare dalle confezioni il cui prezzo gioca al ribasso: il fatto di non poter essere coltivato su larga scala e – fortunatamente – senza l’utilizzo di sostanze chimiche, fa si che la sua produzione totalmente artigianale incida sul valore di mercato del prodotto finito.

Alleato della Salute

  • Proprietà Antiossidanti: combatte l’invecchiamento riducendo i radicali liberi

  • Ricco di vitamina B1 e B2

  • Aiura a conrastare i reumatismi

  • Ottimo digestivo in quanto stimola l’apparato digerente grazie all’aumento di secrezione dei succhi gastrici

  • Migliora l’umore: fedele antidepressivo grazie alla sua colorazione gialla intensa che, nella cromoterapia, rimanda alla serenità

  • Afrodisiaco

Un nome un colore

Originariamente questa pianta si chiamava croco. Il nome ‘zafferano’ la pianta lo deve agli arabi e alle loro migrazioni in Spagna. Il termine deriva dal persiano “safra” (giallo), traslato in arabo “za’faràn” e quindi nello spagnolo “azafran”. Il giallo si riferisce al colore della spezia dopo la cottura.

Re della Tavola

Solitamente aggiunto a fine cottura, questa spezia conferisce quel sapore esotico e quel tocco particolare ai nostri piatti.

La ricetta per eccellenza: il Risotto alla Milanese 

Risotto allo Zafferano

Risotto allo Zafferano

Ingredienti:
400 gr circa di riso Carnaroli 
20 gr di burro per la mantecatura finale
1,5 litri di brodo vegetale (sedano, cipolla, carota)
70 gr di parmigiano reggiano grattugiato
1
scalogno
1 bicchiere di vino bianco
zafferano (un pizzico in pistilli oppure 1 bustina)

Preparazione

Far bollire in una pentola capiente del sedano, una cipolla sbucciata e una carota. In una padella mediamente fonda far rosolare in un filo d’olio uno scalogno finemente taliato. Al momento della doratura aggiungere il nostro riso facendolo saltare leggermente nel fondo preparato. Aggiungere un bicchiere di vino bianco e amalgamare i chicchi. Procedere quindi alla cottura a fiamma media e aggiungere, di volta in volta, un mestolo del brodo vegetale preparato per l’occasione. A fine cottura aggiungere una noce di burro e lo zafferano. Lasciate riposare il tutto un paio di minuti e poi servite a tavola con una spolverata di parmigiano.

Il pranzo è servito!

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