A cura di Raul Pilotti

Ricordo sempre con piacere e stupore l’episodio della mia settimana bianca con i miei compagni dell’Istituto Superiore di Educazione Fisica. Era una splendida notte di Luna piena di circa ventidue anni fa e il mio unico desiderio era di recarmi, camminando in mezzo alla neve, su alla diga e rimanere a meditare e a caricare le mie pietre ai raggi di quel fantastico globo lunare. I professori, erano preoccupati per me, mi fecero seguire in macchina ed alla fine mi raggiunsero alla diga. Ancora oggi ho la speranza che qualcuno di loro si possa essere reso conto che forse sarebbe stato molto meglio preoccuparsi di tutti gli altri miei compagni che andarono in discoteca, si ubriacarono fino a vomitare e a denudarsi sui tavoli del locale, ma sfortunatamente tutto ciò era ritenuto normale persino dai nostri educatori. Troppo sensibile mi definirono, come se il fatto di essere sensibili sia una cosa da contenere o da non avere in eccesso, ma questo è un altro discorso.

Chandra Namaskar, il saluto alla Luna ci aiuta a entrare in contatto con la nostra sensibilità, intuito, con la parte femminile che è in noi e a cercare di bilanciarla ed equilibrarla. Non esiste una struttura di saluto alla Luna ben definita, così come accade per il saluto al Sole. Ci sono molteplici e svariati saluti alla Luna anche molto diversi fra di loro.

A me piace pensare che il saluto alla Luna, essendo “femmina”, sia molto più variopinto, colorito, stravagante, mutevole così come sono le donne e la Luna stessa che ha varie forme e diversa lucentezza e colore a seconda delle sue fasi e della sua vicinanza alla Terra. Noi uomini siamo più definibili, inquadrabili, strutturabili, contestualizzabili ed ecco perché credo che Chandra Namaskar possa da questo punto di vista essere più indicato per “l’uomo che non deve chiedere mai” per sviluppare una maggiore flessibilità, fisica e mentale. Vale lo stesso per la donna in carriera, che, per farsi largo nella giungla moderna, ha dovuto sviluppare più la sua parte maschile tralasciando quella femminile o lunare. Detto ciò, naturalmente il saluto alla Luna è un ottimo esercizio per chiunque: uomo, donna, bambino, giovane, anziano.

 

Chandra Namaskar è composto da una serie di esercizi fluidi ed armonici, associati a una corretta respirazione che, come per il saluto al sole, si consigliano di imparare singolarmente per poi coordinarli al respiro.

 

Personalmente prediligo due tipi di esercizio:

– quello composto da dodici posizioni che, essendo più robusto e completo, associo alla Luna piena;

– quello composto da undici posizioni che, essendo più morbido e ondulato, associo alle fasi di mezza Luna o di luna crescente e calante

Potete praticarlo singolarmente, prima o dopo il saluto al sole, prima di ogni sessione come esercizio di riscaldamento o come conclusione di una sessione di asana. Non dimenticate però che ogni asana nello yoga ha un significato ben preciso ed anche il saluto alla Luna ha radici antiche e profonde. Produce effetti sia dal punto di vista fisico, migliorando la postura, sia dal punto di vista vibrazionale, contribuendo a calmare la mente e a ripulire i canali energetici, in India conosciuti come “nadi” (nello specifico le nadi più fresche o “lunari”). Ecco spiegato il fatto del perché lo Yoga faccia bene a tutti i livelli, corpo, mente e spirito ed il perché anche i medici cominciano ad accorgersene e a consigliarlo. Comunque la pensiate e per qualsiasi motivo lo pratichiate state lavorando a livello profondo e il grado di penetrazione dell’ esercizio dipenderà dall’intensità della vostra concentrazione. La Luna smuove le acque e noi siamo costituiti per più del 70% da acqua, così come il pianeta su cui abitiamo.

Ci sarà una relazione? Scopritelo da soli praticando quotidianamente Chandra Namaskar.

 

 

 

 

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