Il progetto del Professor Luigi Gentilini

Tutti i numeri della Floatin Mobile Hospital: la bandiera e la tecnologia italiana a fini umanitari e pacifici nel cuore dell’Africa

Il progetto c’è: una nave ospedale da costruire sul lago Vittoria che offra assistenza e formazione sanitaria a Kenya, Uganda, Tanzania, Rwanda e Burundi. E ora anche il business plan: quattro milioni circa per costruirla e metterla in funzione. Cinquecentomila euro l’anno per gestirla. Così per diventare realtà il sogno del professor Luigi Gentilini, esperto di chirurgia generale e oncologica, ginecologia e presidente della MED E MED Onlus, si traduce in numeri. Cifre che hanno bisogno di essere onorate da finanziatori. Il prima possibile. Un’iniziativa d’eccellenza, questa della Floating Mobile Hospital, che potrà portare assistenza a migliaia di vite umane. Ultimamente l’associazione era stata vicina a siglare l’accordo per far partire i lavori nei cantieri tanzaniani ma all’ultimo momento le trattative non sono andate in porto. Adesso con il piano d’investimento sarà possibile chiedere stanziamenti anche alla Comunità Europea e alle Istituzioni africane. Nel tempo, infatti, altri Stati appartenenti all’East Africa Community, hanno manifestato interesse, annunciando un loro supporto all’iniziativa.

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Un modellino in scala da 1 a 15 della ‘Levina Italia’

 

La nave

La Floating mobile hospital si chiamerà ‘Levina Italia’. Rappresentata in un modellino da 1 a 15, è stata concepita come un catamarano a due piani, lungo 77 piedi e largo 35. Sul tetto verranno installati pannelli solari. La struttura, infatti, è stata pensata in modo tale da alimentarsi con energie rinnovabili. E sul lago Vittoria non mancano certo sole e vento, ragion per cui ‘Levina Italia’, può diventare un modello per la produzione di energia nei paesi africani. L’imbarcazione avrà due scafi in metallo e sovrastrutture in vetroresina. Il primo piano sarà dedicato all’assistenza clinica (pronto soccorso, ginecologia, oncologia, ortopedia, chirurgia e otorinolaringoiatria le specialità individuate). Il secondo alla formazione. Uno degli obiettivi, infatti, è quello di garantire l’autosufficienza al  personale  medico locale. È stata contemplata anche la possibilità di svolgere lezioni a distanza per limitare gli spostamenti dei docenti italiani.

 

Chi lavorerà a bordo

L’equipaggio sarà formato da 6 persone dello staff navigante più 8 medici, 15 infermieri, il personale di laboratorio e 4 persone per la sicurezza. Nessuno dormirà a bordo ma in alloggi che verranno appositamente costruiti a terra nelle località dedicate all’attracco della nave. Ora l’unica cosa da sperare è che il vento del lago Vittoria soffi via le ultime nubi economico-burocratiche e spinga lontano ‘Levina Italia’.

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Il Professor Luigi Gentilini

Quel sogno di nome  ‘Levina Italia’

“Ricordati sempre che il sogno di un uomo è un sogno, quello di una coppia è un progetto,

il sogno di tanti si realizzerà”

Chissà quante volte queste parole devono essere risuonate in testa al Professor Luigi Gentilini negli ultimi anni. Citazione di un detto Swahili che una suora di nome Levina  gli proferì quando ancora quella “nave ospedale” era poco più che una visione. Un’apparizione che, nella testa e negli occhi di questo medico italiano, faceva capolino tra i colori accesi delle albe e dei tramonti africani. Quella monaca, direttrice di un centro culturale di un villaggio che si affaccia sul lago Vittoria, fu la prima persona a sostenere l’amico Luigi quando gliene parlò in una delle sue innumerevoli missioni. Suor Levina è morta giovanissima per una malattia fulminante. L’oncologo racconta che nei momenti di sconforto, quando tutto sembrava ormai perduto, il coraggio di portare avanti il progetto è venuto dal ricordo di quella religiosa. “Quando ero giù mi veniva in mente lei. È dalle sue parole che ritrovavo energia”. E così questo futuristico ospedale galleggiante, meraviglioso ponte tra l’Africa e l’Italia, porterà il suo nome.

 

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