Una tazzina di caffè costa al Pianeta 140 litri d’acqua. Sgomento? Plausibile, ma è così. Quel piccolo concentrato di gusto e adrenalina che ci tiene svegli, solletica la memoria e per molti è indispensabile per iniziare a carburare al mattino, negli ultimi vent’anni ha avuto un impatto ambientale senza precedenti. Sono 140 i litri di acqua necessari per portare dritto al bancone del bar oppure comodamente a casa, nella nostra tazzina preferita, il caffè. caffè1

Questo perché la richiesta sempre maggiore della bevanda aromatica più sorseggiata al mondo ha fatto si che la produzione su vasta scala si ‘impossessasse’ letteralmente di ogni appezzamento con caratteristiche favorevoli alla coltivazione di caffè, dando inizio ad un’agricoltura intensiva a danno non solo della biodiversità ma anche del consumo idrico globale. Nazioni come Colombia, Honduras, Guatemala, Brasile, Vietnam ed Etiopia hanno avviato una vera e propria tecnicizzazione della produzione di caffè, volta a soddisfare la crescente domanda dell’Occidente. Questo processo, spiegano gli studiosi, ha reso i sistemi di coltivazione simili a quelli di frumento e soia: grandi campi soleggiati hanno preso il posto dei piccoli appezzamenti di terra all’ombra delle foreste; la varietà robusta, resistente al sole, ha sostituito la più pregiata varietà arabica; gli agricoltori sono stati spinti a coltivare esclusivamente caffè senza diversificare colture e fonti di reddito.

Ottanta centesimi per noi, 140 litri d’acqua per il pianeta: sempre più cara ‘na tazzulella ‘e cafè.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata