I disturbi del sonno sono causa  del 22% degli incidenti stradali. Up intervista il Professor Lino Di Rienzo Businco (Ospedale Santo Spirito): “Il recupero del benessere respiratorio, troppo spesso sottovalutato, è una delle emergenze da affrontare per la popolazione del terzo millennio”. Una “pandemia” che rappresenta il primo motivo di assenza a lavoro e ha costi sociali altissimi. Ma la rivoluzione si chiama ‘Balloon’: ecco tutti i vantaggi delle nuove terapie

 

Tutto comincia con uno starnuto. Speri che, una volta tanto, una rondine non faccia primavera. E invece no. È solo il primo di una lunga serie. Tiri su il naso e cominci ad avvertire un senso di affaticamento e di astenia. In quanti di voi hanno avuto questi sintomi almeno una volta nella vita? Nulla di grave, penserete, solo un semplicissimo affreddore che torna con ‘l’incanto e i colori dell’autunno’. Così, come un rito stagionale. Un malanno fastidioso, certo, ma né grave né urgente da risolvere. E invece mai immaginerete quello che stiamo per dirvi.

Quello che dovete sapere…

Lo sapevate che le difficoltà respiratorie, troppo spesso sottovalutate, diventano disturbi del sonno e sono in grado di mettere in pericolo la vita determinando pericolosi incidenti e provocando infarti e ictus? E non si parla di casi limite, la situazione è talmente grave da aver determinato una direttiva europea (La numero 2014/85/Ue) che dovrà essere recepita da tutti gli stati membri entro il 31 dicembre. E non è finita qui. Lo sapete che le riniti e le riniti allergiche sono la maggior causa delle assenze per malattia a lavoro e la quinta causa di prescrizione di antibiotici e hanno costi sociali significativi? Proprio così, avete capito bene. A dirlo è l’Organizzazione Mondiale della Sanità. E noi, per capire meglio, ci siamo fatti aiutare da un esperto illustre, il Dott. Lino Di Rienzo Businco, Dirigente Otorinolaringoiatra dell’Ospedale S. Spirito e Presidente della SIDERO Onlus.

Il Professor Lino Di Rienzo Businco

Il Professor Lino Di Rienzo Businco

Professore in pochi sanno che le difficoltà respiratorie diventano disturbi del sonno. Ci può spiegare perché e cosa comporta tutto questo?

«Il recupero del benessere respiratorio, troppo spesso sottovalutato, rappresenta una delle emergenze da affrontare per la popolazione del terzo millennio, soprattutto in relazione alla prevenzione della cronicizzazione e al possibile sviluppo di malattie correlate alla alterata respirazione. L’ostruzione nasale e delle prime vie aeree è infatti in grado di ridurre la concentrazione di ossigeno nei tessuti nobili (insufficiente ossigenazione a cuore e cervello) che si troveranno in una condizione continua e usurante di affaticamento con aumentato rischio di sviluppare malattie cardio vascolari (infarto, ipertensione) sino a veri e propri eventi ischemici cerebrali. I disturbi del sonno sono la prima spia di una alterazione della corretta funzione respiratoria (le varie ostruzioni, talvolta accresciute dalla posizione, producono russamento, continui micro risvegli, sensazioni inconscia di allarme fino a momenti di apnea notturna: un sonno frammentato che non è ristoratore, con conseguente sonnolenza diurna, rapido affaticamento e diminuzione dell’attenzione) e quando se ne percepisce la loro prima comparsa è importante eseguire una valutazione  otorinolaringoiatrica prima che si cronicizzino».

È vero che questo problema è talmente grave da aver determinato una direttiva europea che porterà a un cambiamento delle modalità per il conseguimento della patente?

«È vero e probabilmente siamo già in ritardo, considerando che negli USA la “sindrome ostruttiva respiratoria” delle apnee notturne rappresenta una patologia sociale da oltre 10 anni a motivo delle negative ricadute sanitarie ed economiche (aumento incidenti, assenza dal lavoro, ridotte performance psico-fisiche). Solo i disturbi del sonno sono causa del 22% degli incidenti stradali. In base alle ultime statistiche Istat, 40.000 sinistri all’anno in Italia e circa 240.000 in tutta l’Unione Europea. Stiamo introducendo e diffondendo, con l’aiuto di Sidero Onlus, un concetto più ampio e completo di “sindrome respiratoria”, che crediamo maggiormente utile per prevenire e trattare per tempo con un singolo approccio i problemi che nel loro insieme coinvolgono tutte le sottosedi respiratorie causa di malessere; tale sindrome se presa per tempo può regredire o nel caso trattata con semplici interventi endoscopici miniinvasivi attraverso veloci procedure in Day- Hospital».

È noto che le rinosinusiti siano, tra le altre cose, strettamente legate anche ai problemi cardiaci…

«Siamo difronte a una sindrome respiratoria e non a una serie scollegata di patologie, ognuna su un singolo segmento anatomo-funzionale. Turbinati inferiori medi e superiori, adenoidi, tuba di eustachio, seni frontali e mascellari, ugola e palato molle, tonsille, base lingua e laringe (corde vocali, aritenoidi, epiglottide), setto nasale, non ultime la poliposi e le allergie, possono determinare i sintomi della cattiva respirazione. È raro che, quando il paziente decida di farsi controllare, la sua rinosinusite non sia già associata al coinvolgimento di altri tratti delle vie aeree superiori. La tensione di ossigeno si riduce a causa del contemporaneo ingrossamento delle mucose  respiratorie (p.es.: turbinati, palato, ugola) che oppongono ostacolo al corretto flusso aereo verso il polmoni e di conseguenza determinano la scarsa ossigenazione e il sonno disturbato, aumentando il rischio di eventi ischemici (infarti). Si può risolvere con la prevenzione, e sarà importante rivolgersi ad uno dei pochi centri in grado di fornire una diagnosi completa per affrontare con minimo traumatismo, integralmente, tutte le singole sotto sedi, senza trascurarne nessuna, per far tornare a respirare pienamente il paziente e, attraverso la mininvasività, conseguire anche un particolare miglioramento di tutta la sintomatologia allergico-respiratoria, sia in adulti che bambini».

Costi sociali

Le riniti e le riniti allergiche sono la maggiore causa delle assenze per malattia e nel caso in cui ci si forzi a lavorare, diventano causa di contagio e di un’alta percentuale di errori e di incidenti sul lavoro. Quali sono i costi sociali di queste malattie troppo spesso sottovalutate?

«Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità le rinosinusiti sono in allarmante crescita, tanto da essere definite potenzialmente “pandemia”. Già 500 milioni di personene soffrono nel  mondo e sembra che il dato sia in forte aumento. L’impatto economico è poco indagato e sottostimato per il fatto che i costi sono, per il singolo, gestibili, ma vanno moltiplicati per l’altissimo numero di individui coinvolti. Solo negli Stati Uniti sono stimati in oltre 200 miliardi di dollari. Una cifra equivalente si può ipotizzare in Europa con costi di decine di miliardi per la sola Italia, ripartiti in acquisto di farmaci (costosi e da assumere ininterrottamente per lunghissimi periodi) e di diversi ricoveri per la malattia respiratoria o per le sue complicanze, periodiche assenze dal lavoro e dalla scuola, necessità di assistenza da parte di familiari (per bambini o partner) nelle fasi acute con raddoppio dei costi, possibile contagio, errori e incidenti negli ambienti lavorativi. Pensi che le rinosinusiti acute o croniche riacutizzate, con il loro corteo sintomatologico di ostruzione nasale, algie, secrezioni, congiuntiviti e stati ansiosi,  paradossalmente producono un maggiori danno con la forzata presenza sofferente sul posto di lavoro con ridotte capacità ed efficienza».

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Prevenzione

Prevenire le sindromi respiratorie è possibile?

«Oggi la prevenzione è semplicissima e può essere eseguita con una semplice valutazione specialistica  otorinolaringoiatrica senza esami invasivi. L’otorino fornirà le terapie e suggerirà i comportamenti per  evitare le compilazioni. Noi mettiamo a disposizione gratuitamente sul nostro sito il ‘Questionario Sidero-Businco-90’ che permette di valutare nel dettaglio il livello di benessere respiratorio e di seguirne le evoluzioni. Un semplice strumento di screening utilizzabile da chiunque per verificare con 90 domande lo stato delle proprie vie aeree e le ripercussioni fisiche e psicologiche sulla qualità della vita».

Rivoluzione radicale in ambito diagnostico e terapeutico

Negli ultimi 10 anni, l’introduzione di nuove tecnologie in ambito diagnostico e terapeutico otorinolaringoiatrico hanno portato una rivoluzione radicale. Può spiegare ai nostri lettori quali sono e quali vantaggi apportano?

«L’impiego in day-hospital delle più recenti tecniche endoscopiche, ormai ampiamente collaudate e  pienamente affidabili, potrebbe e dovrebbe essere oggi routinario sostituendo per adulti e bambini vecchie soluzioni dolorose e cruente.

Riduzione delle adenoidi con radiofrequenze e senza bisturi

Riduzione delle adenoidi con radiofrequenze e senza bisturi

Specifici manipoli per le radiofrequenze di terza generazione consentono, in tempi notevolmente ridotti rispetto alle tecniche tradizionali, in adulti e bambini di “vaporizzare” con temperature simili a quelle corporee i tessuti patologici. Senza danno termico, riducono il volume delle tonsille, delle adenoidi e dei turbinati rispettandone la funzionalità, salvando i tessuti sani e senza sacrificare l’organo che non viene più tagliato e

Casi di ipertrofia dei turbinati. Comparazione pre e post

Casi di ipertrofia dei turbinati. Comparazione pre e post

asportato. Contribuiscono a risolvere il problema del russamento e delle apnee notturne. Riducono al minimo dolore, anestesia, convalescenza, eliminano il sanguinamento. Non prevedono né tagli, né applicazione di tamponi nasali, né rischi emorragici, riducendo al minimo i disagi permettono un rapido recupero del paziente alle normali attività e la riduzione dei farmaci. Un bambino operato alle tonsille dopo due ore gioca, dopo quattro mangia e in due giorni può tornare a scuola. Né lui né i genitori perdono settimane di studio e lavoro, in piena sicurezza. L’integrazione con le altre specialità mediche e chirurgiche, per chi ha fatto proprie le innovazioni tecnologiche biomediche, è esperienza quotidiana: speciali “palloncini gonfiati a pressione i “Balloon” allargano i canali naturali in 2 minuti senza sangue né alcun traumatismo alle delicate mucose, e producono immediato sollievo e recupero alle normali attività, similmente a quanto avviene con le angioplastiche, permettono di ripristinare, passando attraverso le naturali cavità nasali, senza tagli, i flussi respiratori ed il drenaggio dei seni paranasali e della tuba di Eustachio.

Dilatazione con palloncino per rinosinusite con poliposi nasale

Dilatazione con palloncino per rinosinusite con poliposi nasale

Finalmente uno stop definitivo alle fastidiose e dolorosissime riniti. Basta lancinanti dolori all’orecchio per la difficoltà di compensazione, che colpisce chi viaggia in aereo o chi fa attività subacquea: attraverso la dilatazione con balloon della via naso-tubarica è oggi possibile ripristinare la completa e fisiologica ventilazione dell’orecchio medio».

                                                                                        A cura di Elsa Toppi

 

                                                                                             

 

                            

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