Le mani dell’osteopata sui neonati risolvono contratture e tensioni nei tessuti. Ma anche asimettrie nelle ossa del cranio

Dott. Paolo Tozzi – Osteopata (Vicedirettore Scuola osteopatia C.R.O.M.O.N. Direttore Scuola Osteopatia Veterinaria)

In pochi sanno che anche i neonati possono beneficiare delle cure dell’osteopata. Di fatto, secondo il pensiero osteopatico, sono innumerevoli i fattori sia materni (uterini, muscolari pelvici, posturali) sia fetali (posizione, dinamica del parto), sia iatrogeni (uso di ventosa, forcipe, epidurali, cesareo) che possono dare origine nel neonato a diversi disturbi (della suzione, cefalee, coliche neonatali, rigurgiti, insonnia, asimmetrie nell’appoggio dei piedi a terra, asimmetrie occlusali) che si manifesteranno dai primi mesi fino ai primi anni di vita. Ovviamente, bisogna prima escludere la presenza di patologie e/o lesioni organiche in atto (infezioni, malformazioni, emorragie, etc), per cui sia necessario l’intervento medico, farmacologico se non addirittura chirurgico. Una volta esclusa tale possibilità, si può consultare un osteopata per una valutazione funzionale e un intervento manuale: l’osteopata potrebbe per esempio individuare eventuali tensioni fasciali nella zona ombelicale o del diaframma, tensioni nelle ossa e tessuti del cranio, contratture dei muscoli in cui scorrono nervi come il vago che regolano l’attività intestinale, particolari posizioni viziose delle vertebre cervicali o delle ossa del bacino o delle anche, insorte durante la gestazione o il parto e molto altro ancora. Dal punto di vista terapeutico, invece, viene di solito usato l’approccio cranio-sacrale, un metodo dell’osteopatia che si basa sull’ascolto e l’eventuale correzione di un ritmo che coinvolge le ossa del cranio e la colonna fino al bacino. All’occhio esterno dei genitori sembra che l’operatore stia semplicemente mettendo le mani a contatto con il neonato su specifici punti del corpo. In realtà in modo del tutto indolore, ma dolce e fluido, l’osteopata si connette con i diversi strati dei tessuti, ascoltandone le tensioni e giungendo alla conclusione dell’area chiave da trattare seguendo principi, test, metodi e parametri propri ed esclusivi della professione. Il neonato appare di solito estremamente rilassato, dall’espressione del volto alla frequenza respiratoria. Non è raro scorgere un sorriso di sollievo sul loro viso durante il trattamento. Oltre all’approccio cranio-sacrale possono però essere usati altri metodi come quello fasciale, articolatorio, viscerale, tutti sempre manuali e indolori, rivolti, come indica il loro nome, ad agire sui relativi tessuti target. Ovviamente l’intervento osteopatico è sempre in sinergia ed  integrazione con quello pediatrico, ortopedico o con qualsiasi altra figura sanitaria necessaria a garantire la salute della persona.

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