Il fuoriclasse affetto da nanismo ipofisario ha risolto il suo handicap grazie agli ormoni della crescita. E a tanta determinazione

Il sogno di tutti i bambini è diventare come Lionel Messi. Il calciatore più forte al mondo, forse il più forte di tutti i tempi. Un esempio da seguire per bravura e lealtà sportiva. Così indossare una maglietta blaugrana con il numero 10 sulle spalle significa volare con la fantasia e immaginarsi lì, sull’erba sottile sottile del Camp Nou a sfidare Cristiano Ronaldo all’ultimo dribbling.

Ma forse non tutti questi bambini sanno che il miracolo di Leo Messi nasce addirittura da un handicap. Il campione di Rosario, infatti, era affetto da nanismo ipofisario. Una malattia rara che rallenta, se non ferma del tutto, la crescita. Il piccolo Lionel, a 10 anni e un talento naturale già immenso, fu così preso in consegna dai medici del Barcellona e sottoposto all’ormone della crescita (ormone somatrotopo).

La patologia è dovuta a una disfunzione della ghiandola Ipofisi che in pratica non produce in maniera sufficiente l’ormone. Le cause del nanismo ipofisario rimangono sconosciute. I sintomi sono di solito una crescita fisica molto lenta del bambino, che risulta così essere più piccolo dei suoi coetanei. Il viso presenta inoltre tratti particolarmente immaturi. La crescita rallenta poi progressivamente, non seguendo le curve normali di crescita dei bambini. Per diagnosticare questa forma di nanismo si ricorre a esami di laboratorio e a rivelazioni fisiche.

E le cure? Oggi è ammessa solo la terapia con l’ormone GH ottenuto in laboratorio. Con questa cura si ottiene un’accelerazione della crescita che nel primo anno può arrivare a 10-12 cm. Negli anni seguenti la velocità di crescita diminuisce. La terapia viene continuata fino al raggiungimento di un’altezza considerata soddisfacente per il paziente. Il trattamento ottiene risultati migliori nei bambini più piccoli e in coloro cui viene diagnosticato un maggiore ritardo nello sviluppo osseo.

Oggi Leo Messi è un uomo come gli altri, anche se dotato di un talento sportivo senza precedenti. Il suo esempio deve servire ai bambini colpiti da forme simili di handicap ed ai loro genitori, perché c’è una possibilità per tutti.

 

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