Attorniato dai fan di ieri e di oggi. Era il 1996 quando Massimo Di Cataldo calcava il palco di Sanremo con “Se adesso te ne vai”, e dopo 20 anni il calore dei suoi supporters (donne in primis) non accenna a diminuire. A Testaccio, nel cuore di Roma, l’artista pop lancia il suo nuovo singolo “un’emozione fantastica” e racconta ai lettori di UpMagazine il suo rapporto con la musica e non solo…

“Con questa canzone sto cercando di uscire in maniera più decisa. Il brano è estivo, il video girato al lido di Ostia con la scuola di ballo “la batteria del ritmo” per la regia di Antonio Levita. L’idea nasce da alcuni viaggi che ho fatto in Sud America per lavoro e per svago. Sono stato anche a Cuba dove mi aspettano per registrare con dei musicisti cubani. Tutto nasce dal brano ‘Se adesso te ne vai’, un successo che venne tradotto anche in spagnolo e grazie alla quale ho potuto essere ascoltato oltre confine”.

Ti diletti nel ballo?

Sono negato. Io canto (sorride con autoironia, ndr). Quando avevo 20 anni ho lavorato in teatro e il ballo è sempre stata la mia croce.

Come ti tieni in forma?

Sicuramente con un’alimentazione corretta. So di avere alcune intolleranze, dunque evito determinati cibi. Stare attenti a ciò che si mangia è già un primo passo. Non eccedo nel bere ed evito la carne di maiale perché sono allergico. Lo Sport? Faccio musica e grandi camminate.

Cos’è per te la musica?

E’ una forma di comunicazione sublime, un linguaggio che arriva prima degli altri. Ho sempre fatto musica, la porto dentro.

Hai un’artista a cui ti ispiri, che hai nel cuore?

Michael Jackson è stato un grande ispiratore, grande ritmica. Ho sempre amato anche il rock. Tra gli italiani i due grandi cantautori Battisti e Dalla: entrambi compositori e arrangiatori, coinvolti nella ricerca del suono.

Talent Show: fabbriche di successi o di illusioni?

Chi ha segnato qualcosa rimane nel tempo. Ad oggi molti ragazzi emergono in maniera così rapida ed esplosiva che, a volte, così come escono poi cadono nel dimenticatoio. Ed è un peccato perché alcuni, seppur capaci, vengono tritati da questo sistema. Ti ricordi il video dei Pink Floyd “Another brick in the wall”? Ecco, come quei ragazzi che entrano nel tritacarne. Questo fast food della musica fa male anche alla nostra cultura perché cambiano in continuazione i punti di riferimento. Prendiamo un Gianni Morandi, da anni muove ammiratori e, sebbene possa piacere o non piacere, ha segnato un’epoca e intere generazioni. Adesso invece molti artisti escono a spot e fanno la fine delle meteore.

Sono tutte figlie tue, ma qual è la canzone a cui sei più legato?

Una canzone che amo molto è “Cosa rimane di noi”, che racconta una storia di amicizia, una storia di crescita dall’infanzia a quel periodo un po’ più complesso per tutti che è l’adolescenza.

 

 

 

 

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