Dopo aver incontrato Federico Armeni per parlare del primo volume de “La Vita è il Viaggio”, uscito esattamente un anno fa, ecco che che ci facciamo una bella chiacchierata sul secondo volume di questo progetto, uscito il 9 luglio 2015.

Innanzitutto, che cosa ha di diverso dal primo?

Già dalle prime battute darò la sensazione al lettore di essere dentro un qualcosa di completamente diverso. Il libro entra subito dentro una storia, un diario di bordo che snocciolerà emozioni e sensazioni derivanti da ciò che i miei occhi vedono e le mie orecchie ascoltano durante i miei spostamenti nell’altra parte del mondo… Il Primo Volume era introduttivo alla mia persona, e per quanto decine di avventure siano spiegate con profondità, in questo secondo volume troverete più racconti e più “terra nelle scarpe”. Nel mio cuore ad ogni modo il primo volume rimarrà sempre il migliore, una sorta di pietra miliare di questo progetto che spero sia più lungo di quello che io stesso mi aspettavo.

Per chi invece non ha ancora letto il primo volume, come vorresti convincerlo a recuperare dall’inizio lo splendido percorso di vita (e di viaggi…) che racconti con cuore aperto e quasi ingenua spassionatezza?

Credo che la purezza di certe pagine del primo volume de “La Vita è il Viaggio” sia in qualche modo impareggiabile nell’intero quadro della letteratura italiana odierna. D’altronde nella contemporaneità il pacchetto confezionato in qualsiasi arte ha preso il sopravvento, e sempre meno cose vengono raccontate col cuore e col rischio di raccontare le proprie emozioni, dalle viscere. La musica, il cinema, i quadri, e i libri, sono confezionati spesso a priori, dagli autori stessi che, avendo la tecnica dalla loro parte, riempiono pagine adatte alla vendita e al lettore che vuole passare qualche giorno di distrazione. Credo che i miei libri non distraggano, ma anzi centrino la testa di chi legge su ciò che sto condividendo con loro. Perché per me davvero la condivisione è tutto, altrimenti non scriverei mai.

I tuoi libri assumono le fattezze di uno stream of consciousness, di una sorta di flusso di coscienza interiore. Quanto pensi che emozioni così personali possano essere recepite dal pubblico?

Quanto non lo so, perché quantificare è sommario e il risultato risulterebbe approssimato. Posso solo dire che parlando per pomeriggi e a volte in appassionate cene con dei lettori entusiasti che mi invitano a parlare del libro, ho scoperto che tutte queste emozioni soggettive sono in realtà dentro tantissime persone, solo che non tutti hanno la capacità di sviscerarle. Quindi non solo penso che queste emozioni vengano “recepite”, ma credo addirittura di parlare anche a loro nome, perché certe cose sono così chiare nella vita che basta rifletterci con intelligenza per condividerle in massa. Ma purtroppo un certo tipo di pensiero, di idea di società e di rapporti umani, non sono incentivati dalla politica e dai governi di tutto il mondo, che vanno piuttosto nella direzione opposta del pensiero approfondito e del valore dei rapporti intra e interpersonali.

Lo psicologo Daniel Kahneman ha affermato, facendo uno studio socio economico, che per essere felici, nella stretta attualità, bisogna guadagnare 5.500 euro al mese. Cosa pensi in merito?

Federico Armeni

Federico Armeni

Sono subito andato a leggermi l’articolo di cui parlate, e rimango basito da come ci sia ancora qualcuno (e fanno pure gli psicologi) che parli di soldi quando si parla di felicità. Ne “La vita è il viaggio”, dimostro scientificamente che i soldi non costituiscono felicità alcuna. Anzi, la viziano. Rimaniamo incatenati a oggetti e abitudini che richiedono soldi, e dipendiamo da esse. E quando non ce le possiamo permettere, non siamo più felici. Quindi semplice per il signor Kahneman: se siete felici con un appartamento in centro, un iphone, la palestra, la Golf, la pay tv, vi servono 5.500 euro per ottenere tutto ciò e quindi essere soddisfatto. Ma la questione è: come si è arrivati a far dipendere la propria felicità da queste cose? Perché quel signore di 60 anni che esce dalla foresta del Guatemala con 40 chili di legna sulle spalle, ha quel sorriso meraviglioso, e parla con me come fossi un vero fratello, con una calma che nemmeno nel Papa potresti mai vedere? La nostra è una società viziata dal consumo e dalle relazioni umane legate ad esse. Mi spiegate ad esempio dove sta scritto che non posso andare in discoteca in tuta o in ciabatte? Ma perché il giudizio su una persona deve essere valutato in base all’apparenza? Vogliamo parlare di cosa è la moda oggi? Di cosa sta generando nei giovani anche minorenni, che fanno a gara a chi ha le scarpe ultimo modello e potrebbero menzionarvi a memoria decine di paia di scarpe i cui nomi sono per me persino impronunciabili? Eppure se gli chiedi chi siano i Led Zeppelin o Annibale Carracci ti guarderebbero con aria aliena. Come affermo nel primo volume de “La vita è il viaggio”, è la base da ricostruire, e solo su questa potremmo far crescere un bambino sano e un adulto felice. E nessuno da solo, con questo contorno e questo tipo di relazioni, riuscirebbe mai a coltivare una persona esente da queste problematiche. Isolarsi è impossibile.

Il valore e il ruolo delle immagini: in tutto sono più di 100 e in bianco e nero. Come le hai scelte e come vorresti che fossero lette dai lettori?

Innanzitutto vorrei che il lettore si perdesse nella suggestione della foto. Che la guardi e ne osservi le sfumature, gli sfondi, gli sguardi quando ci sono. Che quindi ci veda quello che vuole vederci lui, perché essendo foto in piccolo (da adattare in un libro testo), queste devono essere innanzitutto delle suggestioni e delle botte di emozione. Dopodiché mi piace che leggano le didascalie, che ho curato quasi più dei capitoli stessi. Ogni foto ha un titolo e una descrizione che può essere un piccolo capitolo a sé. A me piace molto questa idea di alternare i capitoli “base” a alle didascalie sulle foto, intrecciando visioni e storie, anche senza una necessaria cronologia, che reputo personalmente inutile e poco emozionante.

Il libro la Vita è il Viaggio è disponibile in tutte le librerie fisiche e online. Suggeriamo nell’ordine: Ebay (14,90), Mondadori (21.90) e Feltrinelli (21.90). Basta cercare il titolo e l’autore sui rispettivi siti web o su google. Per chi è a Roma c’è una convenzione con PINK MOON in via Antonio Pacinotti 5, zona Ostiense

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