Hanno preferito il mare ai boschi: erano davvero in pochi quelli che oggi hanno sfilato in piazza della Rotonda (Pantheon) a difesa del Corpo Forestale dello Stato. Questa mattina gli Animalisti Italiani -www.animalisti.it-, unici attivisti presenti alla manifestazione, hanno fatto sentire tutto il proprio dissenso per lo smembramento dell’unica forza di polizia atta a prevenire e reprimere i reati in materia ambientale e agroalimentare.

“La Forestale rappresenta l’unico baluardo a tutela di flora e fauna nel nostro Paese – argomenta il prsidente degli Animalisti Italiani, Walter Caporale -. Accorparla ad altre forze renderà vita facile alle lobby degli inquinatori, dei cementificatori, di quei costruttori che ignorano qualsiasi vincolo naturale e paesaggistico, dei cacciatori di frodo della stessa pasta dell’uomo che ha ucciso Cecil e di tutti quelli che non hanno alcuna remora ad ammazzare in modo barbaro elefanti e rinoceronti. Destrutturare il Corpo Forestale significa spegnere i riflettori sulla tutela dell’Ambiente, consentendo a impostori senza scrupoli di compiere indisturbati i propri reati”.
Le bandiere degli Animalisti Italiani hanno sventolato fiere al centro di Roma. Tamara Nale, Responsabile romana degli Animalisti Italiani Onlus, ha commentato: “smembrare la Forestale è esso stesso un atto di illegittimità. Questo corpo si occupa di proteggere l’ambiente, combattere le ecomafie, vigila su quanto accade nella Terra dei Fuochi e contrasta l’importazione di cuccioli di animali dall’Est.

Greenpeace: “crediamo che il Paese abbia solo da perdere dalla cancellazione di un corpo di polizia specializzato in reati ambientali. Temi come il traffico di rifiuti o il contrasto all’importazione in Italia di legno illegale, questione oggetto di attiva collaborazione tra Greenpeace e Corpo Forestale dello Stato, rischiano ora di perdere l’attenzione che meritano. Ci saremmo aspettati al contrario il potenziamento, il rafforzamento e l’efficientamento del Corpo Forestale. La lotta ai crimini ambientali è tra le più importanti sfide per il nostro Paese, nonché di rilevanza internazionale visto che molti dei reati hanno una palese connotazione e dimensione transfrontaliera” commenta Alessandro Giannì, direttore delle campagne di Greenpeace Italia.

Il Corpo di Stato che ogni anno denuncia più di 10.000 reati contro l’Ambiente viene ridotto a spezzatino e dato in pasto a chi si nutre di azioni illegali a danno del nostro ecosistema. Quale altro campanello d’allarme occorre aspettare prima di invertire la rotta e capire che la Terra va difesa e non continumente depredata?

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