Ogni giovedì ingresso libero. L’idea del dottor Valenti: “Troppe famiglie senza soldi”

Nella vita si fanno grandi cose nonostan­te. E così, in un paese messo in ginocchio dalla crisi, in cui crescono apatia, individualismo e indifferenza, arriva il guizzo che ti sorprende. Prende forma in un angolo di maremma, un giovedì di luglio di un anno fa, mentre la vita della cittadina si anima tra il mercato e la routine vacanziera in uno scampolo d’estate. Un giorno qualunque. Ma non per chi vive da queste parti.  Quel guizzo ce l’ha avuto un dentista di Grosseto che noi di Up magazine abbiamo voluto incontrare. Ogni giovedì della settimana, in­fatti, il dottor Giovanni Valenti, medico chirurgo e specialista in odontostomatologia, cura gratis i bambini che vengono da fami­glie in difficoltà. Una bella idea. Una di quelle che va contro cor­rente. Che non t’aspetti e che non aspetta niente e nessuno. Perché l’emergenza è ora e non c’è tempo da perdere. Si fa concreta. Assu­me le sembianze di Luca, il sorri­so di Giulia, gli occhi di Antonio. Tutti in fila ad aspettare le cure del ‘dentista buono’ come lo chia­mano da queste parti. Ci viene in­contro proprio lui nel suo studio di via Oberdan. Un omone grande e grosso con la chioma un po’ ar­ruffata. «Scusate a quest’ora ho i capelli che sembro un dinosauro» esor­disce mentre fa gli onori casa. La mattina per lui è co­minciata già da un po’. Visite dalle sette. È un continuo. Quando gli chiediamo come sia nata l’idea di questa iniziativa meravigliosa ci racconta fatti che fanno riflettere. «L’idea è venuta da una chiacchie­rata con mia moglie Letizia (sua assistente alla poltrona) dopo che abbiamo cominciato a ricevere richieste di famiglie italiane che volevano pagare con rate da 5 euro al mese». Campanello d’al­larme di una crisi cocente. «Così abbiamo deciso di dedicare una giornata a settimana alle cure gratuite» spiega Valenti.

DSCF4357L’iniziativa è partita qualche tempo fa e ha avuto una risonanza che ha lasciato increduli gli stessi  promotori. «Abbiamo telefonato al giornale ‘La Nazione’ per infor­mare le famiglie della zona che ogni giovedì offrivamo questo servizio attraverso un trafiletto informativo. Nulla di più. Mai e poi mai mi sarei immaginato che diventasse un caso nazionale». In un mese il dottor Valenti e sua moglie hanno ricevuto sessanta famiglie. Per metà italiane e per metà straniere, perché la povertà non fa distinzione di razza e reli­gione. «Bimbi di sette anni che aprono la bocca e mi accorgo che non sono stati mai curati – racconta il medi­co –. L’esenzione al ticket ce l’han­no in pochi. E per averla devi presentare una marea di scartoffie». Poi confessa qualche strappo alla re­gola davanti a casi particolari fuori fascia d’età. «Ci ha scritto una signora da Bologna per la figlia di 30 anni con una situazione terribile – spiega la moglie Letizia –. E abbiamo curato anche lei. È andata via ieri contentissima. Ma non può essere sempre così. Non ce la si farebbe».

Non sono mancati attestati di solidarietà dalla gente comune e aiuti da un paio di aziende che hanno vo­luto partecipare a loro modo all’iniziativa. «La Gerhò di Bolzano ci ha inviato kit usa e getta mentre la Li­neaflesh da Vicenza guanti e mascherine» . Un po’ di freddezza e diffidenza, invece, da parte dei colleghi. «Forse non erano preparati ad una cosa del genere. La nostra è stata una scelta di cuore, nessuno ci ha ob­bligato. E soprattutto non vogliamo nulla in cambio. Il caso che si è creato ci ha sorpreso ed è indipenden­te dalla nostra volontà» tiene a precisare il medico.

In pochi sanno, invece, che la sera nel grande stu­dio di via Oberdan, quando le lampade scialitiche si spengono, si accendono le luci di una stanzetta in cui il ‘dottore buono’, specializzato con lode a Siena, col­tiva la sua passione di sempre. La musica. «Adoro la Premiata Forneria Marconi e per rilassarmi nel tem­po libero suono l’organo elettrico» torna ragazzo per un attimo Valenti, mentre ci mostra l’Hammond e il sintetizzatore Moog.
Intanto le visite continuano. E la stessa voglia di re­galare piccoli sorrisi a bimbi in difficoltà. Nonostante tutto e tutti.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata