Sono 267 gli scalini da scendere per poter ammirare la Grotta del Turco, una fenditura nella roccia dalla quale si può ammirare uno spicchio di mare dai colori turchesi che sfumano nel verde smeraldo.

Acque cristalline a pochi passi da Roma, a Gaeta per l’esattezza. Al costo di un euro ci si può addentrare in questa cavità nascosta, così chiamata perché nel IX secolo, ai tempi del Ducato di Gaeta, le navi dei saraceni trovavano rifugio tra le fenditure di questo strategico promontorio, pronti ad attaccare di sorpresa le imbarcazioni in transito al fine di depredarle dei loro carichi. Da non perdere, una volta ‘sopravvissuti’ alla risalita fatta dagli stessi scalini che si è percorsi per raggiungere la grotta, è la Montagna Spaccata.

Lungo la scalinata che porta nelle viscere della montagna, lungo la stretta spaccatura di roccia, è possibile notare sulla parete di destra un distico latino con a fianco la cosiddetta “Mano del Turco”, la forma di una mano (le cinque dita nella roccia) che, secondo la leggenda, si sarebbe formata nel momento in cui un marinaio turco miscredente si era appoggiato alla roccia che miracolosamente divenne morbida sotto la sua pressione formando l’impronta della mano.

 

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