Furore, vista del fiordo

Furore, vista del fiordo

Una strada di tornanti che dalla vetta del monte scende fino al mare, mostrando generosa scampoli di  Mediterraneo e un panorama mozzafiato per poi oscurare la vista di tanta bellezza con curve a gomito che nascondono, solo per qualche attimo, scorci unici che fanno di questo paesino uno dei più bei borghi d’Italia. Stiamo parlando di Furore, una delle perle forse meno conosciute ma non per questo meno belle della Costiera Amalfitana. Incastonato tra Positano e Amalfi, Furore si presenta quasi come un’unica strada che corre a perdifiato fino al mare, culminando in un fiordo, senza lambire slarghi o piazze perché insistenti. Un paese non paese che non si caratterizza per i tipici elementi di un borgo abitato, ma che ritaglia i suoi spazi tra le ingenerose montagne, facendo dei vari terrazzamenti l’unico strumento attraverso il quale l’uomo è riuscito a condividere il territorio con la natura e a strappare lembi di terra da coltivare. Le abitazioni, dallo stile essenziale e lontano da ogni forma barocca, si inseriscono in modo armonico tra le linee delle montagne, mentre i cosiddetti muri a secco costituiscono un vero e proprio museo a cielo aperto. Dall’83 infatti la tradizione vuole che vari artisti dipingano su queste pietre, dando vita a pennellate che raccontano miti e l’antica storia del paese.

Museo virtuale del Fiordo – la cartiera La Cartiera era ospitata in tre locali situati al piano terra dell’edificio ai cui piani superiori erano ubicati l’alloggio del mugnaio e il mulino. Essa produceva, prevalentemente, carta “emporetica” e, cioè, carta pesante da bottega, adatta agli usi commerciali, ma, quando le cartiere di Amalfi subirono un periodo di crisi, venne qui prodotta anche carta di alta qualità.

 

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