Il Presidente della Società Italiana di Dermatologia (Sidemast) spiega ai lettori di Up le regole per proteggerci dai danni delle radiazioni e prevenire i tumori della pelle

La pelle è come l’elefante: ha la memoria lunga. Quando ci esponiamo al sole e ci scottiamo attiviamo un processo che durerà anche in seguito. Così i postumi o i risultati di quel trauma si possono produrre anche decenni dopo. Sembra incredibile ma è così. E allora visto e considerato che siamo ad agosto, e chissà quante altre settimane di tintarella ci aspettano, è fondamentale godere dei benefici del sole sapendo come proteggere al meglio la nostra pelle. Up magazine lo ha chiesto al Professor Giampiero Girolomoni, presidente della Società italiana di dermatologia (Sidemast) e direttore della Scuola di Specializzazione in Dermatologia e Venereologia all’ Università di Verona.

Il Professor Giampiero Girolomoni, presidente della Società italiana di dermatologia (Sidemast)

Il Professor Giampiero Girolomoni, presidente della Società italiana
di dermatologia (Sidemast)

Estate al sole…più rischi o benefici?

<<Il sole ha effetti sia positivi che negativi. Le radiazioni solari stimolano la sintesi di vitamina D, fondamentale per sviluppo delle ossa e per la prevenzione dell’osteoporosi e condizionano positivamente il tono dell’umore. Inoltre alcune malattie dermatologiche come la psoriasi e la dermatite ato-pica spesso migliorano durante l’estate. È fondamentale però sapere che i raggi ultravioletti sono in grado di indurre,  nell’immediato, ustioni solari, e, nel tempo, lo sviluppo di tumori cutanei, oltre che, favorire il processo di invecchiamento della cute e la comparsa di macchie solari>>.

Cosa si può fare per prevenire le macchie solari?

<<Le macchie solari più comuni sono le lentiggini e il melasma. Sono dovute ad accumulo di melanina circoscritte  della cute dovute a una esposizione eccessiva e prolungata nel tempo ai raggi solari o a lampade abbronzanti. La prevenzione si attua evitando l’abbronzatura artificiale e proteggendo costantemente la pelle esposta al sole. Il melasma tuttavia dipende anche da fattori ormonali e genetici>>.

Quali sono le regole per una corretta esposizione al sole?

<<Il sole va preso con cautela, in base alle caratteristiche della propria pelle. È importante prevenire le ustioni solari, ovvero le scottature, soprattutto nei bambini e negli adolescenti. Va evitato cioè l’arrossamento intenso che compare dopo alcune ore: questa è già un’ustione di primo grado. L’esposizione deve avvenire in maniera graduale, per dare la possibilità alla pelle di difendersi attraverso l’abbronzatura. Bisogna evitare l’esposizione nelle ore più calde della giornata, tra le ore 11 e le 15, utilizzare filtri solari a media-elevata protezione, resistenti all’acqua, e ripetere l’applicazione più volte durante la giornata. Ricordiamoci che utilizzare la crema solare non significa poter stare più a lungo al sole. È consigliato indossare gli occhiali da sole e il cappello. Non sottovalutare il sole nelle giornate nuvolose, anche in questo caso è necessario proteggersi perché gran parte delle radiazioni solari attraversa lo strato sottile delle nubi>>.

E’ vero che quando ci si scotta si attiva per sempre il processo di invecchiamento su quella zona di pelle interessata dalla scottatura?

<<L’ustione solare è il principale fattore di rischio per lo sviluppo di melanoma, che insorge a distanza di decenni dalla scottatura. L’invecchiamento cutaneo è piuttosto determinato dalla dose cumulativa, ovvero dalla somma, di radiazioni solari a cui è sottoposta la pelle durante il corso della vita. La scottatura piò accelerare il processo di invecchiamento della pelle, favorendo la comparsa di lentiggini, ma anche un’esposizione non eccessiva ma cronica senza adeguata protezione induce il processo di invecchiamento cutaneo>>.

seaQuali sono i campanelli d’allarme del melanoma?

<<Il melanoma è uno dei pochi tumori che possiamo vedere con i nostri occhi. Il controllo periodico della propria pelle da soli o con l’aiuto di qualcuno è fondamentale per riconoscere il melanoma e intervenire in tempo. Notare un neo diverso dagli altri o che sta cambiando costituisce il principale campanello d’allarme. Le regole fondamentali per riconoscere il melanoma si possono descrivere attraverso le prime cinque lettere dell’alfabeto: A come asimmetria, B come bordi, quando essi sono irregolari o poco definiti, C come colore disomogeneo, con parti più chiare e parti più scure, D come dimensioni, in particolare se maggiori di 6 mm di diametro, E come evoluzione, ovvero accrescimento rapido (settimane o pochi mesi) di un neo o di una macchia cutanea. Una o più di queste caratteristiche devono indurci a rivolgerci al dermatologo>>.

Dall’America è arrivata la notizia di un vaccino personalizzato contro il melanoma? Che ne pensa?

<<Sono in corso studi sperimentali in cui si è osservato come i vaccini personalizzati contro il melanoma inducano una potente risposta immunitaria antitumorale. I dati finora ottenuti sono incoraggianti ma troppo preliminari. Il lavoro da fare è ancora molto, in ogni caso è sicuramente stato fatto un passo importante nella ricerca sui vaccini su misura per la cura dei tumori>>.

 

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