A cura della Dott.ssa Giusi Mianulli,

(Osteopata DO Membro ROI , operatrice Reiki III livello, fisioterapista)

La dismenorrea è il termine medico per descrivere un ciclo mestruale caratterizzato da dolori crampiformi al basso ventre che spesso si irradiano verso la colonna lombare. A questi possono associarsi anche altri tipi di sintomi come irritabilità, sbalzi d’umore, stanchezza, nausea e mal di testa. È una circostanza molto comune, soprattutto nelle donne giovani in cui il ciclo mestruale si è appena stabilizzato, inizia in genere durante l’adolescenza e tende a diminuire con l’età e dopo la gravidanza. È opportuno distinguere i dolori mestruali in dismenorrea primaria, più frequente e dovuta a cause funzionali, e dismenorrea secondaria, che potrebbe essere la conseguenza di alterazioni a carico degli organi del sistema riproduttivo o di altre patologie che andranno investigate attraverso una visita medicospecialistica. Il meccanismo che porta all’instaurarsi della dismenorrea consiste in un’eccessiva produzione di prostaglandine (mediatori chimici dei processi infiammatori) da parte dell’endometrio, associata ad una vasocostrizione dei vasi sanguigni della cavità pelvica. Il risultato complessivo porterà a congestione e dolore che raggiungeranno solitamente il picco massimo nei primi due giorni o per tutto il periodo del ciclo mestruale. Dal punto di vista osteopatico, esclusi i casi di dismenorrea secondaria, i fattori predisponenti la dismenorrea andranno ricercati nella soggettività della storia clinica di ciascun paziente, come d’altronde per qualsiasi altro disturbo. Molto spesso potranno essere riconducibili ad alterazioni muscolo scheletriche e viscerali della regione pelvica e lombare, ma potranno essere ricercati anche a distanza in un’alterazione funzionale del sistema cranio sacrale con ripercussioni indirette sul sistema neuroendocrino. Inoltre potrebbero essere correlabili alla presenza di stati emotivi alterati o eventi particolarmente stressogeni, o influenzati da fattori dietetici non adeguati. L’osteopata, esclusivamente attraverso tecniche manuali, andrà a ripristinare la corretta mobilità delle strutture muscolo scheletriche, viscerali o nervose coinvolte nella presentazione del disturbo, permettendo al corpo di autoregolarsi attraverso il riequilibrio fisiologico dell’apporto arterioso, del drenaggio venoso e linfatico, con un effetto secondario sul rilascio ormonale. Infine l’osteopata, quando necessario, potrà integrare al trattamento osteopatico ulteriori consigli riguardanti cambiamenti dello stile di vita quotidiano (come ad esempio lo svolgimento di attività fisica, yoga, esercizi specifici o integrazioni nutrizionali) al fine di migliorare la gestione del disturbo in autonomia e per tempi più prolungati.

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