E’ stato pubblicato su Diabetologia uno studio che rivela come nel diabete oltre alla degenerazione delle cellule beta pancreatiche si verifichi un danno anche alle cellule delta. La ricerca è il risultato di uno studio realizzato dal gruppo di Franco Folli dell’Università del Texas, in stretta collaborazione con il gruppo di Carla Perego dell’Università Statale di Milano e di Stefano La Rosa dell’Ospedale di Circolo di Varese. Il lavoro si è focalizzato sulle isole del Langerhans, una piccola popolazione di cellule endocrine presenti nel pancreas ed essenziali per il controllo degli zuccheri. E’ ormai da tempo noto che lo sviluppo del diabete di Tipo 2 si caratterizza dalla progressiva disfunzione e morte delle cellule beta pancreatiche, responsabili della sintesi e del rilascio di insulina. Il lavoro di ricerca, per la prima volta, chiama in causa anche le cellule delta che secernono somatostatina, un ormone a funzione regolatoria della secrezione di insulina e glucagone nell’isola del Langerhans.  Utilizzando un approccio morfologico e biochimico, il team di ricerca ha osservato che le modificazioni funzionali dell’isola durante la progressione del diabete sono correlabili ad una riduzione della massa delle cellule delta pancreatica, oltre a quella beta pancreatica. Analisi immunoistochimiche hanno evidenziato l’esistenza di processi di degenerazione nelle cellule delta di pancreas diabetici di babbuini, deceduti per cause naturali. I babbuini, in quanto primati, hanno caratteristiche fisiologiche simili all’uomo e sviluppano diverse patologie, tra cui anche diabete di tipo 2. “Crediamo che il lavoro sia particolarmente significativo perché si focalizza su questa piccola popolazione pancreatica, il cui ruolo nella patologia del pancreas è ancora in gran parte da esplorare” commenta Carla Perego del Laboratorio di Fisiologia Cellulare del Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari della Statale di Milano.

 

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