Anche ricchi piangono e, dunque, anche i ricchi hanno un cuore. Lo conferma la scelta dell’emiro arabo Waleed Bin Talal, che ha deciso di donare in beneficenza 32 miliardi di dollari, ovvero il suo intero patrimonio personale.

Nel giro di pochi anni la somma sarà destinata ad aiutare poveri e donne non soltanto del mondo arabo. Mediazione tra culture, lotta per i diritti del sesso debole, salute e quindi cura dalle malattie: questi i punti cardine per cui si batterà l’associazione fondata dal principe in persona, un’organizzazione nata – come ha ammesso più volte lo stesso emiro – sulla spinta della Gates Foundation, la Fondazione creata dal re della Microsoft.

L'emiro Alwaleed Bin talal

L’emiro Alwaleed Bin talal

Alwaleed, 60 anni e 34esimo della lista di Forbes degli uomini più ricchi del Globo, ha garantito che l’intero importo proverrà dal patrimonio personale e non dalla Kingdom Holding Company, società leader nella sfera araba e tra le prime al mondo, di cui detiene ben il 95% del controllo. Le lingue più affilate hanno già sentenziato: “impiegherà molto poco a rifarsi il patrimonio”.

Probabile, ma intanto questa cifra da capogiro sarà devoluta nel sociale, e non è poco. Prima Melinda e Bill Gates, poi Zuckerberg e adesso il principe arabo. Aumentano le fila nella schiera degli uomini d’affari più ricchi del mondo che scelgono di devolvere cifre considerevoli in beneficienza. Che sia per moda, per far parlare di sé o perché i soldi sono talmente tanti che non sanno più neppure come spenderli, poco importa. Ciò che interessa è che chi ha una tale potenza economica possa pensare di metterla a disposizione di chi nella vita è stato meno abile e meno fortunato. Seguiremo gli sviluppi.

 

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