L’abuso (utilizzati anche negli allevamenti) e la scarsa attenzione nel lavare le mani sono tra le cause principali

Non è un Paese per antibiotici. O meglio, gli italiani ormai hanno la scorza dura e stilando una media a maglie larghe la stima arriva a percentuali poco confortanti: per un italiano su due l’antibiotico è come una mentina. Lo conferma il 5° Congresso Internazionale AMIT, Argomenti di Malattie  Infettive, secondo il quale l’Italia è tra i paesi della comunità europea che ha le più alte percentuali di resistenza alla maggior parte degli antibiotici, con una forbice che oscilla dal 25% a oltre il 50%. Ed è anche il paese dove circolano più batteri resistenti a tutti gli antibiotici. Questa multi resistenza preoccupa particolarmente per il rischio di contrarre infezioni all’interno degli ospedali, dove è alto il tasso di infezioni soprattutto per quanto riguarda gli enterobatteri: batteri che comunemente colonizzano l’intestino senza dare nessun problema. Soprattutto l’Escherichia Coli (15,9%) e la Klebsiella Pneumoniae (8,7%), la quale presenta un’elevata resistenza a gran parte o a tutti gli antibiotici. “Poche le soluzioni in questi casi – tuonano al congresso – e poche chance di trovare una moltitudine di antibiotici attivi nel prossimo futuro, dal momento che le case farmaceutiche investono tendenzialmente verso altre molecole per  malattie che durano tutta la vita, e non per brevi cicli come con gli antibiotici.

LE CAUSE

Secondo una ricerca europea – aggiunge il Dott. Marco Tinelli – l’Italia è il paese europeo in cui si fa meno uso di salviette bagnate con l’alcol. Il non lavarsi correttamente le mani aumenta la probabilità di contagio del 50%”. Tra le altre cause di contagio, sebbene ricordato da pochi, secondo uno studio del EFSA, European Food Safety Authority pubblicato alla fine di Gennaio di quest’anno, l’Italia è il paese europeo che usa più antibiotici per gli allevamenti animali. Questo provoca un’assuefazione agli antibiotici, favorendo successivamente l’emergenza di resistenze batteriche anche nell’uomo. Sempre secondo l’ECDC – European  Center for Diseases Prevention and Control  l’Italia, assieme al Belgio e Francia, è il Paese dove si consumano più antibiotici in Europa sia livello ospedaliero che di comunità. Scarse le attenzioni da parte delle istituzioni nei confronti dell’uso eccessivo di antibiotici o per la non conformità del rispetto alle linee guida internazionali. I programmi di formazione per i Medici e le linee guida per una gestione corretta sono a macchia di leopardo e non coprono l’intero territorio nazionale.

 

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