I lumi notturni la fan parere un cielo stellato”.

Si erge come un agglomerato di case surreali sugli altipiani della Murgia, ammantata da un’ atmosfera mistica che fa di essa una cittadina moderna (è stata nominata – primo capoluogo del Meridione – città della cultura 2019 ) incastonata però in un ambiente fermo a centinaia di anni fa. Patrimonio dell’Unesco, meraviglia per la vista e, grazie ai suoi sapori tradizionali, per il gusto, Matera si propone come ottima meta in cui trascorrere un week end all’insegna della cultura e della buona tavola. La parte antica della città è attraversata da strade che si snodano occupate da tante case che sembrano costruite l’una sull’altra e che sfidano qualunque legge dell’architettura urbana.

Il torrente Gravina di Matera scorre nella profonda fossa naturale che delimita i due antichi rioni della città:Sasso Barisano eSasso Caveoso. Sull’altra sponda c’è la Murgia, protetta dal Parco Regionale Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri, più semplicemente detto Parco della Murgia Materana.

Matera è nota anche come Città dei Sassi, proprio per la peculiarità e l’unicità del suo centro storico. Scavati e costruiti a ridosso della Gravina di Matera, una profonda gola che divide il territorio in due, i Sassi di Matera, i rioni che costituiscono la parte antica della città, si distendono in due vallette, che guardano ad est, leggermente sottoposte rispetto ai territori circostanti, separate tra loro dallo sperone roccioso della Civita. Questa posizione invidiabile, ha reso di fatto la città invisibile agli occhi dei suoi nemici per millenni, permettendole di passare pressoché indenne attraverso secoli di storia.

La città sotteranea 

Il Palombaro

Il Palombaro

Scoperta nel 1991, ora finalmente è visitabile. Esattamente sotto la piazza principale è stata riportata alla luce una grande cisterna che veniva riempita sia di acqua sorgiva sia dell’acqua piovana che dalla piazza, attraverso bocche ben congegnate, facevano defluire l’acqua delle piogge nel palombaro. Questo profondo pozzo era parte del sistema idrico realizzato nella prima metà dell’Ottocento per provvedere ai bisogni della comunità; oltre che dal Palombaro era composto da una lunga ed elaborata rete di canali che portava l’acqua da una fonte naturale, collocata ai piedi del Castello Tramontano, sino alla cisterna. Fino ai primi decenni del secolo scorso il Palombaro ha rappresentato il punto di riferimento fondamentale per l’approvvigionamento dell’acqua per le famiglie che abitavano il Piano.

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